Orientarsi per non perdersi: come il progetto “Skill Lab” sta aiutando i giovani a disegnare il proprio futuro

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C’è un fenomeno silenzioso che attraversa la scuola italiana e di cui si parla ancora troppo poco: la
dispersione scolastica implicita. Riguarda quei ragazzi che, pur arrivando a conquistare il tanto
desiderato diploma, terminano i cinque anni di studio senza aver acquisito del tutto le competenze
reali di base. Negli istituti tecnici e professionali, soprattutto nel Mezzogiorno, i numeri
rappresentano un campanello d’allarme che il mondo della formazione non può assolutamente
ignorare.
La risposta a questa sfida, tuttavia, non sta in una tradizionale lezione frontale, ma nel dare ai
giovani gli strumenti per capire chi sono e cosa vogliono fare concretamente nel proprio domani.
Proprio con questo obiettivo, tra i mesi di novembre e maggio, gli esperti di Soluzioni Srl sono saliti
in cattedra e sono scesi in campo per il modulo “Orienta Acerra – Munari”, una delle tappe chiave
del più ampio progetto “Skill Lab” guidato da ACSI.
Si è trattato di un percorso intensivo di ben centosessanta ore ideato specificamente per ragazzi a
rischio NEET, ovvero quei giovani che rischiano di scivolare fuori dal circuito dello studio e del
lavoro, nato per accendere in loro la scintilla dell’autonomia e dell’intraprendenza.
Insegnare oggi significa fare i conti con un grandissimo competitore tecnologico come lo
smartphone, che rappresenta una costante fonte di distrazione per gli studenti durante le ore di
lezione. Per superare questo ostacolo, lo staff e i docenti coinvolti non si sono arroccati su un
programma rigido, ma lo hanno aggiornato settimana dopo settimana, adattandolo ai bisogni
immediati della classe per catturare la loro attenzione e renderli consapevoli dell’opportunità che
stavano vivendo. La vera chiave del successo è stata entrare direttamente nel loro mondo, al
punto che il team ha persino accettato di inserire un docente stabile all’interno della chat di
gruppo dei ragazzi. Questo dialogo costante, quotidiano e senza filtri ha creato un legame
fortissimo che ha garantito una partecipazione stabile per tutta la durata del laboratorio.
Il cuore del laboratorio si è sviluppato alternando con cura momenti collettivi e incontri individuali
con consulenti esperti, tutti focalizzati sulla riscoperta del potenziale espresso da ogni singolo
allievo. Prima di cercare un impiego, infatti, i ragazzi hanno dovuto comprendere a fondo le
proprie aspettative e lavorare sulla comunicazione a trecentosessanta gradi, esplorando la parola
scritta, l’espressione verbale e quella corporea. Hanno persino scoperto come alcune figure
retoriche non servano solo a parlare bene, ma siano vere e proprie leve per farsi ascoltare e
ricordare in un contesto professionale.
Una volta acquisita questa consapevolezza, il percorso si è spostato sulle regole del gioco del
mercato lavorativo.
Grazie a docenti specializzati in risorse umane, economia e contabilità, gli studenti hanno
analizzato i principi della Costituzione sul lavoro, i contratti subordinati e le dinamiche del Terzo
Settore. Questa solida base teorica è stata immediatamente calata nella pratica quotidiana
imparando a scrivere curriculum differenziati in base alle diverse aziende, a navigare nelle banche

dati delle offerte e ad affrontare la prova in assoluto più temuta, ovvero la simulazione reale di un
colloquio di selezione. In questo modo, i ragazzi hanno imparato a gestire l’ansia da prestazione e
a valorizzare le proprie soft skill, come la leadership, la capacità di lavorare in squadra e il problem
solving.
Cosa fare, però, se il lavoro dei propri sogni non esiste ancora o se si desidera creare qualcosa di
proprio?

Una parte importante del corso è stata dedicata proprio all’autoimprenditorialità, insegnando ai
partecipanti come trasformare un’idea astratta in un progetto economico concreto attraverso
strumenti moderni di pianificazione come il Business Model Canvas e il business plan. Per rendere
questa sfida meno distante, Soluzioni Srl ha messo a disposizione degli allievi tutto il proprio
network, portando in aula manager, testimoni aziendali e giovanissimi start-upper. Confrontarsi
apertamente con chi ce l’ha fatta e fare domande dirette a chi vive l’impresa ogni giorno ha
permesso agli studenti non solo di ampliare i propri contatti personali, ma di accrescere il proprio
capitale fiduciario e la sicurezza nei propri mezzi.
Al termine delle attività, il modulo “Orienta” si è dimostrato molto più di un semplice corso
formativo scolastico, rivelandosi una vera e propria palestra di vita. Se prima dell’inizio del
percorso il domani poteva sembrare un enorme punto interrogativo o una fonte di
preoccupazione, oggi questi studenti hanno in tasca una bussola e tutti gli strumenti pratici
necessari per iniziare a camminare a testa alta nel mondo degli adulti.

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