Il laboratorio, della durata di 200 ore rivolto a 20 ragazze e ragazzi a rischio di dispersione scolastica è un caleidoscopio di attività che supportano il giovane nel suo percorso di cittadino attivo e partecipativo. Tutti gli studenti come cittadini della società della conoscenza sono testimone della progressiva integrazione della dimensione digitale in ogni aspetto della loro vita. Sono più che “semplici” cittadini: sono cittadini digitali! Con diritti e doveri da esercitare in una dimensione arricchita dalla componente digitale. Il laboratorio propone un’analisi giuridica e sociale di alcuni aspetti salienti della cittadinanza digitale e varie attività che intendono mettere alla prova i giovani cittadini (digitali) per aiutarli a diventare più autonomi e competenti. Esso parte con un uso consapevole dei media e della tecnologia per non incorrere in rischi di cyberbullismo, di violazione della privacy o della identità digitale, di grooming e di sexting. Il laboratorio affronta, successivamente, i temi dello scenario in cui si muovono i nuovi cittadini digitali. È un mondo connesso ed esposto a minacce e a rischi cibernetici. Per evitare rischi è meglio rimanere offline? Decidere di disertare la Rete e non abitare il digitale equivale a scegliere la via dell’esclusione sociale, culturale ed economica. Dunque, spegnere smartphone, pc e tablet per essere sicuri non è un’opzione accettabile. La Rete è un ambiente ricco di stimoli in cui il soggetto allarga il campo d’esperienza cognitiva, affettiva e socio-relazionale. Piuttosto è fondamentale comprendere che la propria e l’altrui sicurezza in Rete non dipende solo dalla tecnologia adottata, ma anche dalla capacità di discernimento delle singole persone nel proprio relazionarsi online. Non vanno colpevolizzati o proibiti strumenti e tecnologie; occorre, invece, conoscere e praticare comportamenti corretti.
