Tale azione mira a fornire ai destinatari un framework di conoscenze, di competenze e di abilità sulle tecnologie più innovative di coltivazione e di gestione dei sistemi colturali senza suolo e di quelli idroponici. Il laboratorio consentirà ai NEET e ai ragazzi ed alle ragazze a rischio di dispersione scolastica non solo di saper gestire e svolgere attività legate alla coltivazione senza suolo, quale l’idroponica e quella fuori suolo, ma anche di acquisire quegli strumenti necessari per eseguire le operazioni di trasformazione dei prodotti coltivati, in maniera tale da tutelare e proteggere l’ambiente naturale.
I servizi laboratoriali si completano con le attività denominate Dalle colture urbane alle fattorie verticali, i nuovi sistemi di agricoltura che risparmiano spazio, acqua e fertilizzanti che stanno prendendo sempre più spazio per trasformare in realtà il desiderio di tantissimi cittadini di coltivare da sé gli ortaggi e le verdure che consumano ogni giorno. Sebbene le coltivazioni idroponiche esistano sin dall’epoca degli Assiri Babilonesi, riscoperte poi nel 1930 da William Frederick Gericke in California e rielaborate in chiave moderna nei decenni successivi, solo da pochi anni si sono diffuse in tutto il mondo come tecnica innovativa. Dietro a questa scelta ci sono motivi di salute, economici e ambientali per riportare il verde nelle città ed abbattere le emissioni per il trasporto. Coltivazione idroponica, acquaponica ed aeroponica sono accomunate dall’assenza del terreno, in questi sistemi le specie vegetali usano altri supporti per rifornirsi di acqua e delle sostanze nutrienti necessarie per la crescita. Con orticoltura idroponica o più genericamente coltivazione idroponica si intende una tecnica di coltivazione fuori suolo dove la terra è costituita da un substrato inerte ed in particolare dove l’apparato radicale è completamente immerso direttamente nel mezzo liquido. Il laboratorio si sviluppa per 300 ore ed è destinato a 20 ragazze e ragazzi.